Batterie li-poly

BATTERIE LI-POLY: come evitare l’eccessivo riscaldamento.

Come ben sapete le batterie durante il loro utilizzo, in particolare quando sono sollecitate da forti scariche di corrente tendono a scaldare e in alcune condizioni possono raggiungere valori critici di temperatura. Le nostre celle li-poly sono sensibili alle alte temperature infatti può esserci capitato di vedere un pacco che, a causa di un scarica eccessiva o di mancata ventilazione, si presenta deformato o gonfio.
Nella maggioranza dei casi il pacco è irrecuperabile, infatti il gel di litio che vi è all’interno si scioglie ed in casi particolari potrebbe anche andare in ebollizione, in questi casi il pacco potrebbe anche sfiammare, con possibili danni che possiamo immaginare!
E’ chiaro che per evitare di arrivare a questa condizione estrema basta attenersi alle specifiche di utilizzo del pacco, che vengono allegate alla confezione.
Il problema è maggiormente presente nella stagione estiva quando la temperatura ambiente è alta. Il contenitore più diffuso delle li-poly ha la forma di un parallelepipedo per cui le singole celle vengono affiancate sul lato avente maggiore superficie con del comune biadesivo, ciò ha il vantaggio di ottenere compattezza e maggiore robustezza del pacco, ma è chiaro che all’interno delle celle il calore generato ha difficoltà a smaltirsi. Per evitare questo inconveniente che potrebbe a lungo danneggiare le nostre batterie sarebbe opportuno separare le singole celle.
La modifica che propongo è abbastanza semplice da effettuare,di seguito vi descrivo la procedura step to step.
Materiale occorrente:
• Forbici;
• Righello;
• Coltello da tavola o paletta senza spigoli vivi;
• Biadesivo sottile;
• Fettuccina di depron da 3mm. o striscia in plastica con intercapedine (quella di cui sono fatte le carpette che si usano per trasportare strumenti da disegno).

DESCRIZIONE MODIFICA:

1. liberare dal termoretraibile il vostro pacco batterie, facendo attenzione a non forare le celle;
2. recuperare l’etichetta con le caratteristiche, mettendola da parte;
3. separare le celle inserendo una palettina fra di esse facendo leva per staccarle. Questa operazione va eseguita con cura, inoltre se fosse necessario per agevolare l’operazione si può dare una scaldata con il phon; attenzione non dovete dissaldare le celle,(fig.1;)
4. se volete con l’aiuto di una pezza imbevuta di alcol potete rimuovere il biadesivo presente tra le celle o se preferite lasciatelo pure, può servire da supporto per incollarvi sopra le strisce di plastica o di depron;
5. inserire, dopo avere applicato del biadesivo sulle strisce di depron (Fig.2), tra la 1^ e la 2^ e tra la 2^ e la 3^ cella la striscia di depron precedentemente tagliata, avente dimensioni di 15mm. di larghezza e una lunghezza pari a quella del pacco batterie da modificare , (fig.3 e 4);
6. affiancare le celle facendo attenzione a farle combaciare bene l’una sull’altra senza creare gradini tra loro (fig.4 e 5 e 6);
7. saldare (operazione raccomandata) il cavetto per l’eventuale collegamento delle celle all’equalizzatore;
8. adesso, dovete incollare al pacco, tramite del biadesivo, l’etichetta della batteria che avete precedentemente rimossa (punto 2);
9. tagliare due strisce di termorestringente di adeguata misura (nel mio caso ho usato 2 strisce di 70mm.x20mm.) e applicarle rispettivamente alla base inferiore e a quella superiore,quindi scaldare con il phon.
Per assicurare la tenuta è meglio inserire una striscia di termorestringente anche nel senso della lunghezza (fig 7 e 8);
10. Se lo preferite potete eliminare il punto 9 e mettere una fascia di termorestringente della misura del vostro pacco, facendo attenzione a non ostruire le aperture create con la modifica.
Abbiamo terminato. Non mi rimane che trascrivere in tabella i risultati rilevati con un termometro ad infrarosso, e lasciare a voi l’analisi dei risultati ottenuti. Purtroppo la tentazione è forte per non scrivere che la separazione delle celle è stata per me un successo, specialmente nei pacchi utilizzati in modelli dove la ventilazione in fusoliera non è sufficiente a raffreddare le batterie, infatti non solo la temperatura max rilevata è minore ma la temperatura della cella interna si mantiene quasi uguale a quella misurata sulla cella esterna .
Inoltre dopo una variazione di tempo di 14 min. la temperatura de pacco è circa uguale a quella dell’ambiente.
Risultato: abbiamo sicuramente stressato meno le nostre batterie le quali non dovrebbero superare i 70 C ° durante il loro utilizzo, inoltre si osserva dai dati ottenuti che possiamo iniziare la ricarica in tempi minori in quanto la batteria raggiunge prima una temperatura adeguata.
• La misura è stata eseguita con batterie da 1250mAh 3s 15c di scarica costanti ossia 18,75A su un carico con assorbimento di 18A.

Pacco originale (non modificato):

T1 T2 Intervallo di tempo
59 C ° 62 C ° 6 min.
48 C ° 56 C ° 10 min.
37,6 C ° 45 C ° 14 min.

Pacco con modifica:

T1 T2 Intervallo di tempo
43 C ° 43,5 C ° 6 min.
38 C ° 38,4 C ° 10 min.
34 C ° 34,6 C ° 14 min.

leggenda

T1= temperatura rilevata sulla cella esterna.
T2= temperatura misurata sulla cella interna.
C °= gradi centigradi.

  
Si ringrazia M. Alessandro per il suo contributo.
Questo articolo è stato pubblicato da: Voloelettrico n.15 del 2006

 

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